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Mom. (a Cat.) (Cara Coxin-na començemmo a êsse conosciue: Conti, Marcheixi, che ne vegnan a riverî).

March. Mie signore accogliete lietamente questo Cavaliere, che vi presento; in parola d'onore è degno della vostra amicizia.

Cont. Io io devo prestarvi l'omaggio, che a voi si conviene. Le bellezze vostre hanno da riscuotere i loro diritti di dominio da ogni sorta di persone.

Mom. Questo è un far giungere le cerimonie fino all'ultima Tule.

Cat. Questo giorno merita d'esser segnato nel nostro almanacco come fortunatissimo per noi.

Mom. (a Trinchetto). (Ti non ghe veddi aoucco! te s'han da replicâ mille votte e mæxime cose? Bezœugna accresce un-na carega).

March. Non vi paja strano di vedere il povero Conte così malmenato, perchè son pochi giorni, che si è riavuto da una malattia, che l'ha fatto diventar pallido come vedete. Dammi un altro baciocco caro Contino (si baciano).

Cont. Sono i frutti delle veglie di Corte, e delle fatiche della guerra.

March. Vi sia noto, signore, che il nostro caro Contino è uno de' più valorosi Campioni del nostro secolo. Egli è un guerriero,